Parte dalla Lex Spoletina il meeting sugli obiettivi del millennio

E’ partito dal museo archeologico di Spoleto il meeting dei giovani europei e africani impegnati per sette giorni a identificare risposte praticabili al sostanziale fallimento del programma sugli Obiettivi del Millennio, firmato dai capi di governo dei Paesi avanzati a New York nel 2000. Risposte capaci di muovere il mondo della politica e la società civile al massimo impegno per un possibile recupero del tempo perduto.

L’analisi della situazione ambientale del pianeta parte proprio dalla Lex Spoletina, il famoso cippo della metà del terzo secolo a.C., collocato nel Museo archeologico, che detta nella pietra le regole sulla tutela del luco, il bosco sacro del monte che sovrasta la città. A presentare la Lex Spoletina e a collocarla nella prospettiva storico culturale e in quella ambientalista, Liliana Costamagna, direttore del Museo.

A disegnare invece lo sviluppo della questione ambientale contemporanea: Antonio Brunori, segretario generale del Pefc, il “Programme for Endorsement of Forest Certification schemes”, il programma di ecocertificazione forestale del pianeta, da parte di un organismo indipendente che attesta le forme di gestione boschiva che rispondono a requisiti di “sostenibilità”.

Un processo giovane, quello Pefc, in sviluppo crescente, che coinvolge oramai 14 Paesi e numerose Organizzazioni internazionali, destinato a contribuire in modo significativo e innovativo alla tutela delle foreste del pianeta.

Ai giovani spetta il coraggio delle scelte innovative e temerarie, capaci ancora di misurarsi sul metro della idealità, ed è a questa temerarietà e al coraggio del grande progetto degli Obiettivi del Millennio, che il meeting in corso a Spoleto e dintorni fa riferimento per il suo risultato finale: 10 raccomandazioni finali da consegnare alle amministrazioni delle città e agli eletti nei parlamenti locali, nazionali e sovranazionali dai territori europei e africani di provenienza dei partecipanti al meeting.